Grazie alla sensibilità e al lavoro della Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Trani, Elisabetta de Robertis, è emersa la necessità della popolazione detenuta di comprendere meglio le novità della riforma Cartabia e gli eventuali benefici per chi è in carcere. Richiesta subito accolta dalla Camera Penale di Trani, che nella mia persona e in quella del collega avv. Giangregorio De Pascalis ha dato la propria disponibilità a una due giorni di studio e chiarimenti sulla riforma che tanto sta occupando il mondo della giustizia. Ma, come forse era prevedibile, il nostro incontro con la realtà carceraria, non più mediato dalla sala colloqui e dal tempo tiranno con cui combattiamo quando incontriamo i nostri clienti, ci ha posto davanti ai problemi che giornalmente la popolazione detenuta deve affrontare. Con la rinnovata consapevolezza che gli istituti di pena poco possono essere i luoghi dove perseguire il fine RIEDUCATIVO DELLA PENA. Sia nell’istituto femminile che in quello maschile, piuttosto che parlare di una riforma che a mio modo di vedere poco incide con chi è “AL DEFINITIVO” {essendo una riforma che vuole evitare l’accesso al carcere e ridurre il numero dei processi, soprattutto nelle fasi dell’impugnazione, con delle “premialità” sulle pene}, i detenuti hanno, anche, colto l’occasione per manifestare le maggiori problematiche che vivono: dalle questioni strutturali, alla mancanza di alcune cose che noi diamo per scontate i (mi domando cosa faremmo noi se dovessimo passare giorni se non settimane senza acqua calda o senza la possibilità di utilizzare un phon); dai rapporti con la magistratura alla carenza di organico. Spero che quanto potremo fare come Camera Penale per accendere ancora di più i riflettori su queste problematiche, serva veramente perché si possa intervenire fattivamente su una realtà che riguarda tutti noi e che non deve essere collocata dietro un muro di cinta che protegge le nostre coscienze a discapito dei più elementari diritti costituzionalmente previsti come quelli della rieducazione e reinserimento nella società. Avv. Luca Gagliardi
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